Assegno di Inclusione 2026 e disabilità: requisiti, importi e pagamento di settembre

L’Assegno di Inclusione (ADI) è un sostegno economico destinato ai nuclei familiari in condizioni di fragilità che rispettano specifici requisiti economici e familiari.
La presenza nel nucleo di una persona con disabilità è una delle condizioni che può consentire l’accesso alla misura. Ma non basta da sola: bisogna verificare anche ISEE, reddito, patrimonio e gli altri requisiti previsti.
Ed è proprio qui che iniziano i dubbi. Quanto deve essere l’ISEE? Come funziona la scala di equivalenza? Quanto può spettare? E quando arriva il pagamento di settembre?
In questo articolo proviamo a mettere ordine, con particolare attenzione alle regole che interessano le persone con disabilità e le loro famiglie.
Tra le novità principali del 2026: è stato eliminato il mese di sospensione tra un periodo di fruizione e il rinnovo. La prima mensilità del nuovo periodo viene però riconosciuta al 50% dell’importo spettante.
Pagamento di settembre 2026: il calendario INPS prevede il 15 settembre per i primi pagamenti e gli eventuali arretrati, e il 25 settembre per le mensilità successive già in corso, sempre dopo la verifica dei requisiti.
A chi si rivolge: persone con disabilità in condizioni di fragilità economica, e ai loro familiari o caregiver.
Cos’è l’Assegno di Inclusione e perché riguarda le persone con disabilità
L’ADI è un sostegno economico mensile collegato ad un percorso di inclusione sociale e, quando previsto, lavorativa. Ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024.
Per poter accedere alla misura, il nucleo deve comprendere almeno una persona appartenente a una delle categorie previste: persone con disabilità, minorenni, persone con almeno 60 anni oppure componenti inseriti in programmi certificati di cura e assistenza.
Se nel nucleo familiare c’è una persona con disabilità, questo requisito è soddisfatto.
Restano da verificare i requisiti economici e patrimoniali.
I requisiti economici e patrimoniali
- ISEE non superiore a euro;
- Reddito familiare inferiore a euro annui, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza. Se il nucleo familiare è composto da persone di tutte età pari o superiore a 67 anni, o da persone di età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare è fissata a euro annui, moltiplicata secondo la scala di equivalenza ADI.
- Patrimonio immobiliare in Italia e all’estero, come definito ai fini ISEE diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini dell’imposta municipale propria (IMU) non superiore a euro.
- Patrimonio mobiliare: non oltre i 6000 euro per i nuclei composti da un solo componente; 8000 euro per quelli da due; euro per i nuclei composti da tre o più componenti (soglia aumentata di 1000 euro per ogni figlio a partire dal terzo).
Questi massimali sono incrementati di 5000 euro per ogni componente con disabilità e 7500 euro per ogni componente presente nel nucleo in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Come si compone l’Assegno di Inclusione e come funziona?
L’ADI si compone di due parti: un’integrazione del reddito familiare fino a una soglia (QUOTA A) e un sostegno per i nuclei residenti in abitazione concessa in locazione con contratto ritualmente registrato.
L’importo della prima mensilità di rinnovo è riconosciuto al 50% dell’importo mensile del beneficio rinnovato. È erogato, mensilmente, sulla carta di pagamento elettronica (Carta di inclusione o Carta ADI).
L’importo spettante può essere suddiviso, a richiesta, per ciascuno dei componenti maggiorenni del nucleo familiare che esercitano le responsabilità genitoriali o sono considerati nella scala di equivalenza ADI.
Come si richiede l’ADI?
- Verifica il tuo ISEE, gratuitamente presso un CAF o un patronato.
- Presenta la domanda all’INPS- Puoi farlo online con SPID/CIE/CNS, tramite patronato, oppure al numero verde .
- Accedi al SIISL e sottoscrivi il PAD (Patto di Attivazione Digitale): è un passaggio necessario per l’avvio del beneficio.
Le persone con disabilità possono essere escluse o esonerate da alcuni obblighi di attivazione lavorativa in base alla propria situazione. Per capire quali regole si applicano al tuo caso è utile verificare la posizione individuale con un patronato.
Quando l’ADI può non spettare
- È escluso il componente soggetto agli obblighi di attivazione che risulta disoccupato a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi successi alle dimissioni stesse (salvo giusta causa o risoluzione consensuale);
- sono esclusi, di norma, i nuclei in cui un componente possieda autoveicoli di cilindrata superiore a immatricolati nei 36 mesi precedenti (con eccezione per i veicoli con agevolazione fiscale disabilità), motoveicoli oltre 250cc, navi o aeromobili.
Quanto dura l’ADI e cosa cambia con il rinnovo 2026
L‘ADI dura 18 mesi, rinnovabile per altri 12.
Dal 2026 non è più previsto il mese obbligatorio di sospensione tra un periodo e quello successivo.
C’è una novità importante: la prima mensilità di ogni rinnovo viene pagata al 50% dell’importo spettante. Dal secondo mese, se restano confermati i requisiti, torna l’importo ordinario.
La domanda di rinnovo può essere presentata dal mese successivo all’ultimo pagamento.
Quando viene pagato l’ADI a settembre 2026?
Sono previste due date:
- 15 settembre 2026: primi pagamenti per nuove domande accolte e per i rinnovi appena confermati.
- 25 settembre 2026: pagamento delle mensilità successive per chi riceve già regolarmente l’ADI, a condizione che siano confermati i requisiti.
Hai ancora dubbi sull’Assegno di Inclusione?
Le regole dell’ADI dipendono dalla composizione del nucleo, dall’ISEE, dal reddito e dalla situazione personale di ogni componente. Per questo una guida può aiutarti a orientarti, ma non può dirti da sola quanto spetta nel tuo caso.
Attraverso In&Valid puoi richiedere supporto agli operatori di INCA CGIL, nostro partner, per verificare requisiti, documenti e passaggi necessari per accedere alle prestazioni pubbliche.