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Assunzioni di giovani con disabilità: contributo da 25 milioni per il Terzo settore 

Il Terzo settore può contare su un nuovo incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani con disabilità under 35.

La misura mette a disposizione 25 milioni di euro e prevede, per ogni assunzione che rispetta i requisiti, un contributo composto da 12.000 euro una tantum e 1.000 euro al mese fino al 31 dicembre 2026, con il riproporzionamento previsto per le frazioni di mese.

Ma chi può richiederlo? Quali assunzioni sono ammesse? E cosa significa concretamente per un giovane con disabilità che cerca lavoro?

Da dove nasce l’incentivo per i giovani con disabilità?

La misura nasce dall’esperienza avviata nel 2023 con l’articolo 28 del Decreto-Legge n. 48/2023, che ha previsto un fondo destinato a sostenere l’assunzione a tempo indeterminato di giovani con disabilità da parte degli enti del Terzo settore. 

La precedente iniziativa ha portato all’assunzione a tempo indeterminato di circa 1.000 giovani con disabilità. Nel 2026 il fondo viene rifinanziato con 25 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere nuove assunzioni stabili negli enti del Terzo settore.  

Quali sono i requisiti per ottenere il contributo?

Il decreto stabilisce che il contributo possa essere richiesto dagli enti del Terzo settore per l’assunzione di persone con disabilità: 

  • di età inferiore ai 35 anni;
  • con contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • ai sensi della legge 68/99;
  • per attività conformi allo statuto dell’ente. 

Sono ammesse anche le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, comprese quelle relative a rapporti a tempo parziale, se effettuate nel periodo previsto dal decreto. 

Quanto vale il contributo?

Il contributo è composto da due componenti: 

  1. 12.000 euro una tantum per ciascuna assunzione ammessa;
  2. 1.000 euro per ogni mese, riproporzionati per le eventuali frazioni di mese, dalla data di assunzione fino al 31 dicembre 2026. 

Per esempio, un’assunzione effettuata il 1° marzo può beneficiare di 12.000 euro una tantum più 10.000 euro per la componente mensile da marzo a dicembre, per un totale teorico di 22.000 euro. 

Per un’assunzione effettuata il 1° ottobre, invece, la componente mensile sarebbe pari a 3.000 euro, oltre ai 12.000 euro una tantum. 

Il valore complessivo dipende quindi anche dalla data in cui viene effettuata l’assunzione. 

Chi può richiedere il contributo?

A poter presentare la richiesta sono gli enti del Terzo settore previsti dall’articolo 4 del Codice del Terzo settore. Ad esempio: 

  • Imprese Sociali (incluse le cooperative sociali);
  • APS: associazioni di promozione sociale; 
  • società di mutuo soccorso;
  • fondazioni;
  • reti associative. 

Il contributo è quindi destinato all’ente che effettua l’assunzione, non direttamente alla persona con disabilità. 

Qual è il periodo interessato dalla misura?

Il decreto prevede che siano interessate le assunzioni effettuata dalla data di adozione del decreto fino al 31 dicembre 2026. 

La domanda per ottenere il contributo deve essere presentata entro il 31 dicembre 2026.  

Il Ministero ha comunicato che sarà disponibile uno specifico formulario per la presentazione delle richieste di incentivo.

Cosa significa per i giovani con disabilità?

Il contributo non viene pagato direttamente al giovane con disabilità. Il beneficiario è l’ente del Terzo settore che effettua l’assunzione. 

Per chi ha meno di 35 anni e sta cercando lavoro, però, la misura può essere utile da conoscere. Un ente del Terzo settore che sta valutando un’assunzione può infatti considerare l’incentivo tra gli strumenti disponibili. 

Questo significa che il contributo non sostituisce la ricerca di un lavoro né garantisce automaticamente un’assunzione. Può però sostenere economicamente gli enti che scelgono di inserire stabilmente una persona con disabilità. 

Per questo è importante sapere che l’opportunità esiste, capire a chi è rivolta e conoscere gli strumenti previsti dalla Legge 68/1999 per l’inserimento lavorativo. 

Perché il contributo riguarda il Terzo settore?

Il provvedimento riconoscere agli enti del Terzo settore un ruolo importante nell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. 

Il decreto prevede infatti il raccordo con le Regioni, le Province autonome e i servizi competenti per il collocamento mirato, con l’obiettivo di accompagnare l’inserimento lavorativo e monitorare gli esiti occupazionali.

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