Cosa significa davvero “Liberazione” oggi
Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: una data che ricorda la fine dell’occupazione nazifascista e la nascita di un’Italia democratica fondata sui diritti e sulla dignità delle persone.
Spesso pensiamo a questa giornata solo come a un evento storico o politico. Ma la Liberazione riguarda anche un altro aspetto, meno raccontato: la fine di un periodo in cui alcune vite venivano considerate meno degne di altre.
Tra queste, anche quelle delle persone con disabilità.
Ricordare il 25 aprile significa quindi parlare di libertà individuale: il diritto di esistere, partecipare e vivere senza discriminazioni.
🦽 Disabilità ed ideologie eugenetiche: una storia poco conosciuta
Durante il regime nazista e nei territori sotto la sua influenza, si diffuse l’ideologia eugenetica: una visione secondo cui la società doveva eliminare o impedire la nascita delle persone considerate “non produttive” o “imperfette”.
Le persone con disabilità furono tra le principali vittime.
Uno dei programmi nazisti portò all’uccisione sistematica di oltre 200.000 persone con disabilità fisiche, psichiche e cognitive attraverso istituti sanitari e strutture apparentemente dedicate alla cura.
Queste pratiche non nacquero dal nulla: erano sostenute da una cultura che vedeva la disabilità come un peso sociale anziché come parte della diversità umana.
La Liberazione segnò anche l’inizio di un cambiamento culturale: il passaggio da una società che selezionava le persone a una società che, almeno nei principi, riconosceva diritti uguali per tutti.
🫰🏻 Quando la disabilità divenne Resistenza
Una storia raramente raccontata riguarda quella di Antonio Magarotto, educatore sordo e fondatore dell’Ente Nazionale Sordi (ENS).
Durante il periodo fascista, molte forme di associazionismo erano rigidamente controllate. Nonostante questo, Magarotto lavorò per difendere l’educazione e i diritti delle persone sorde, promuovendo l’accesso all’istruzione e alla partecipazione sociale.
Dopo la guerra, il suo impegno contribuì alla costruzione di una rete associativa che avrebbe permesso a molte persone sorde di uscire dall’isolamento sociale.
⛓️💥 Dalla Liberazione storica alla libertà quotidiana
Per molte persone con disabilità, la libertà passa ancora attraverso sfide quotidiane:
- complessità nell’accesso ai servizi pubblici
- informazioni difficili da comprendere
- barriere architettoniche e digitali
- iter burocratici frammentati
- stereotipi culturali persistenti
La libertà non è solo un principio costituzionale. È poter prenotare una visita senza ostacoli, comprendere una comunicazione pubblica, partecipare alla vita sociale e lavorativa.
In altre parole: libertà significa accessibilità.
🫂Perché il 25 aprile parla ancora di inclusione
Ricordare questa data oggi significa quindi chiederci:
- chi resta ancora escluso?
- quali barriere impediscono una reale partecipazione?
- come possiamo costruire una società più accessibile?
La memoria storica diventa così uno strumento per leggere il presente.
🤳🏻 In&Valid e il valore dell’accesso ai diritti
In&Valid nasce con un obiettivo semplice ma ambizioso: rendere più accessibili informazioni, servizi e opportunità per persone con disabilità e caregiver.
Perché la libertà non è solo ricordare il passato, ma rendere il presente più comprensibile e accessibile.
Orientarsi tra normative, agevolazioni e percorsi può essere complesso. Avere strumenti chiari significa poter esercitare davvero i propri diritti.
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